21 ottobre: La Grande Musica Sinfonica con Orchestra Sinfonica di Pescara

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2-Orchestra 21.10.16

Teatro dei Marsi, Venerdì 21 ottobre 2016 ore 21.00 – IL GRANDE REPERTORIO SINFONICO

2-Orchestra 21.10.16

Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara

Direttore: Nicola Paszkowski

 

Franz Liszt Les Préludes. Poema Sinfonico n. 3 (1884) da Alphonse de Lamartine

Johannes Brahms:  Ouverture Tragica (1881)

Pëtr il’ič Čajkovskij: Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 “Patetica” (1893)
Adagio. Allegro non troppo / Allegro con grazia / Allegro molto vivace / Finale. Adagio lamentoso

 

Il poema sinfonico “I Preludi rappresenta una delle pagine più travolgenti dell’intero repertorio sinfonico ottocentesco. Nato come semplice introduzione ad un’opera corale, venne interamente riscritto da Liszt nel 1850, ispirato ad un testo letterario di Lamartine (1790-1869; poeta, scrittore, storico e politico francese), dal titolo “Les Preludes”. Nell’introduzione Liszt inserisce un breve testo che sintetizza il pensiero di Lamartine e quindi l’essenza stessa della composizione: “La vita non è altro che una serie di preludi a quel canto sconosciuto di cui la morte intona la prima e solenne nota”. La partitura è suddivisa in quattro parti corrispondenti fedelmente al testo letterario: Il sorgere della vita con le dolcezze dell’amore / Le tempeste dell’esistenza umana / Il rifugio nella pace dei campi / Il combattimento e la vittoria finale

L’Ouverture tragica (in tedesco: Tragische Ouvertüre), op. 81, è un’ouverture scritta da Johannes Brahms durante l’estate del 1880. La sua prima esecuzione avvenne il 26 dicembre dello stesso anno, al Musikverein di Vienna con Hans Richter (direttore d’orchestra). Una performance standard dura, generalmente, tra i dodici ed i quindici minuti. Brahms scelse il titolo “Ouverture tragica” per enfatizzare il turbolento e tormentato tema di questa composizione, un movimento sinfonico a sé stante, in forte contrasto con l’esuberanza di un altro pezzo che, sempre nella forma di Ouverture, scrisse nello stesso anno: la Academic Festival Ouverture. Nonostante il nome, questa Ouverture tragica non segue alcuno schema drammatico. Brahms non era molto interessato alle narrazioni musicali, ma fu bensì molto più attratto da pezzi che impressionassero emotivamente il suo pubblico. Fu lo stesso compositore, delineando le caratteristiche delle due ouverture, che dichiarò che “una ride mentre l’altra piange”.

Sinfonia “Patetica”. «Credo che mi sarà dato di scrivere una sinfonia esemplare: così probabilmente lotterò fino all’ultimo respiro per raggiungere la perfezione senza mai riuscirvi.» Così scriveva nel 1891 Čajkovskij nel voler cercare a tutti i costi di concretizzare questa sua idea fissa che in seguito si esprimerà in una successiva lettera. «Mi è venuta l’idea per una nuova sinfonia, questa volta con un programma che resti enigmatico per chiunque, l’indovini chi potrà: l’opera si chiamerà “una sinfonia a programma”; tale programma è colmo di emozione soggettiva e, nel corso del mio ultimo viaggio, mentre pensavo ad essa, piangevo frequentemente. Ora, tornato a casa, in meno di quattro giorni ho delineato lo schema del primo movimento mentre ben chiara in testa la struttura globale. Ci sarà molto di nuovo in questa sinfonia per quanto concerne la forma.» L’autore affermò di aver scritto la sinfonia in base ad un programma, che tuttavia non rivelò. La morte di Čajkovskij pochi giorni dopo la prima esecuzione, fa della sesta sinfonia una sorta di testamento artistico nel quale confluiscono tutti gli stati emotivi, spirituali ed affettivi che ne avevano caratterizzato la travagliata esistenza. La sinfonia è lugubre nella sua introduzione, che via via diventa ora un lamento, ora una marcia funebre, o un valzer e addirittura seguono gli “allegro” uno dietro l’altro, un po’ insolito per una sinfonia, a spezzare quel tema dominante del fato che schiaccia il destino e che appare, scompare e ricompare ossessivo nell’intimo dell’uomo e lo fa esplodere al di fuori con la sua melanconica pateticità.

 

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