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La Traviata

La Traviata

La Traviata

Melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi

su libretto di Francesco Maria Piave

 

Violetta (soprano) – Renata Campanella

Alfredo Germont (tenore) – Pietro Brunetto

Giorgio Germont (baritono) – Marzio Giossi

Flora (soprano) – Silvia Fontanili

Annina (soprano) – Silvia Fontanili

Gastone (tenore) – Andrea Bianchi

Dottore di Grenvil (basso)  – Massimiliano Catellani

Marchese d’Obigny (baritono) – Romano Parmigiani

Barone Duphol (baritono) – Franco Montorsi

Coro dell’Opera di Parma

Maestro del Coro Emiliano Esposito

Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane

Maestro Concertatore e Direttore Stefano Giaroli

Regia Pierluigi Cassano

Scene e Costumi Artemio Cabassi

Assistente ai Costumi Claudia Lusuardi

Coordinamento Artistico Carlotta Arata

Coordinamento Musicale Antonio Braidi

Maestro alle Luci Marco Ogliosi

Capo Squadra Tecnica Gabriele Sassi

Segreteria di Produzione Elena Cattani

Comunicazione Matteo Giaroli

La traviata è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. È basata su La signora delle camelie, opera teatrale di Alexandre Dumas (figlio), che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo. Viene considerata parte di una cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi, assieme a Il trovatore e a Rigoletto. Fu in parte composta nella villa degli editori Ricordi a Cadenabbia, sul lago di Como. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice il 6 marzo 1853 ma, a causa forse di interpreti carenti e – probabilmente – per il soggetto allora considerato scabroso, non si rivelò il successo che il suo autore si attendeva[1]; fu ripresa il 6 maggio dell’anno successivo a Venezia al Teatro San Benedetto in una versione rielaborata e con interpreti più validi, come Maria Spezia Aldighieri e finalmente, diretta dal compositore, riscosse il meritato successo. A causa della critica alla società borghese, l’opera, nei teatri di Firenze, Bologna, Parma (10 gennaio 1855 nel Teatro Regio di Parma come Violetta), Napoli e Roma, fu rimaneggiata dalla censura e messa in scena con alcuni pezzi totalmente stravolti. Sempre per sfuggire alla censura, l’opera dovette essere spostata come ambientazione cronologica dal XIX al XVIII secolo. Per le rivoluzionarie e scabrose tematiche trattate, la perfezione melodica e l’asciuttezza ed efficacia delle orchestrazioni, l’opera è considerata uno dei capolavori di Verdi ed una delle più grandi opere mai scritte; secondo i dati pubblicati da Operabase nel 2013 è l’opera più rappresentata al mondo nelle ultime cinque stagioni, con 629 recite.

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